Giornata Mondiale dei Sordi: la lingua dei segni in piazza

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Cosa devo dire? Mauro mi ha chiesto di raccontare che cosa è successo: quest’anno celebriamo praticamente i 30 anni dell’inizio della ricerca sulla Lingua dei Segni Italiana. In questi 25 anni, in questi 30 anni sono successe tantissime cose, per esempio le persone sorde sono qui in piazza utilizzando la Lingua dei Segni, questo era impensabile; ci sono dei bravissimi interpreti che ci stanno interpretando. Quando abbiamo cominciato questa ricerca non c’era nulla, è entrata in politica. Oggi nei discorsi politici si cerca di chiamare l’interprete, è entrata nel discorso del Presidente della Repubblica. Ci sono solo alcune persone che sembrano ignorare tutto ciò, e sono i deputati della Commissione Cultura -questo è triste doverlo dire- della Camera, che hanno sostenuto delle motivazioni assurde per cui hanno, diciamo, rifiutato molte parti importanti di quello che era il Disegno di Legge del Senato: hanno affermato cose incredibili per chi è uno scienziato, per chi si occupa di scienza, ma anche per chi vede com’è cambiata la nostra società; cioè, uno si chiede dove vivano oggi i nostri politici. E io oggi mi sento di dire questo, cioè mi sento di dire che si può dire tutto sulla Lingua dei Segni, ma non si può dire che non esista, non si può dire che non è una lingua.

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