In un freddo tardo pomeriggio di gennaio abbiamo preso parte alla seconda replica della visita guidata alla mostra I Tesori dei Faraoni, organizzata con la collaborazione delle Scuderie del Quirinale. Un appuntamento reso possibile grazie alla sensibilità del Direttore, Dott. Matteo Lanfranconi, e delle Dott.sse Francesca Melucci e Chiara Guerraggio, che hanno sostenuto l’iniziativa offrendo una tariffa agevolata dedicata alla comunità sorda.
Ad accoglierci, una preparatissima egittologa arabo-francofona, che ha aperto il nostro viaggio mostrandoci la mappa dell’antico Egitto e ripercorrendo i principali periodi storici e le dinastie che si sono succedute nei millenni. Un’introduzione chiara, appassionata e perfetta per immergersi subito nell’atmosfera della mostra.
Un percorso tra capolavori mai usciti dall’Egitto
La mostra raccoglie 130 opere straordinarie provenienti dai più prestigiosi musei egiziani, tra cui il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor. Molti di questi reperti sono stati esposti per la prima volta fuori dall’Egitto, rendendo l’esperienza ancora più unica.
Il nostro percorso è iniziato davanti allo splendido sarcofago d’oro della regina Ahhotep, figura di grande rilievo politico e militare. A lei fu donata la celebre Collana delle Mosche d’Oro, un riconoscimento al valore per il suo contributo alla stabilità del regno.
Abbiamo poi ammirato il sarcofago d’oro di Thuya, nonna del faraone Akhenaton, insieme ai canopi e alle piccole statue che accompagnavano i defunti nel loro viaggio nell’aldilà. La guida ci ha spiegato con precisione i complessi rituali di imbalsamazione e mummificazione, svelando dettagli affascinanti su tecniche e simbologie.
Non è mancata una parentesi dedicata ai sistemi di scrittura egiziani, dai geroglifici alle forme più semplificate, con esempi che hanno reso tutto sorprendentemente comprensibile.
Il mistero del blu d’Egitto e l’incontro con Amenemope
Saliti al piano superiore, abbiamo scoperto l’origine del celebre “blu d’Egitto”, uno dei primi pigmenti sintetici della storia, e osservato statue di re, funzionari e personaggi di spicco come il sindaco Sennefer e il celebre scriba.
Il momento più emozionante è stato l’incontro con la maschera funeraria d’oro di Amenemope, un capolavoro che lascia senza fiato. A chiudere il percorso, un pezzo proveniente da Torino: la mensa isiaca, una tavola bronzea di epoca romana decorata con pseudo-geroglifici, testimonianza della moda antica di imitare lo stile egiziano.
La serata si è conclusa con una cena in un ristorante del centro, occasione perfetta per condividere impressioni, curiosità e l’entusiasmo ancora vivo dopo la visita.











