Che ci crediate o no, domenica 22 febbraio 2026 sembrava quasi primavera. Una di quelle giornate con un cielo azzurro e un sole caldo che ti invogliano a stare all’aria aperta. E noi abbiamo colto la palla al balzo per fare qualcosa di veramente speciale: una visita guidata in LIS alla Domus Aurea, proprio sul Colle Oppio, a due passi dal Colosseo.
Ad accompagnarci in questo viaggio nel tempo c’erano Silvia e Federica, due guide fantastiche che ci hanno letteralmente trascinato nell’epoca di Nerone, facendoci rivivere la storia di quella che doveva essere la villa più stravagante, lussuosa e gigantesca mai vista: la “Casa d’Oro”.
Ma come nasce un palazzo da 80 ettari?
Tutto ebbe inizio dopo il grande incendio del 64 d.C., che rase al suolo gran parte di Roma. Nerone ne approfittò per espropriare un’area immensa tra Palatino, Esquilino e Celio e costruirci una reggia che non aveva eguali. Immaginatevi un complesso non fatto di un unico blocco, ma di tanti edifici immersi in giardini, boschi, vigne e persino un lago artificiale, proprio dove oggi sorge il Colosseo. A progettare tutto furono gli architetti Severus e Celer, mentre le decorazioni furono affidate al pittore Fabullus.
Le sale che si affacciavano sul Colle Oppio e sul Palatino erano un tripudio di sfarzo: oro, pietre preziose, stucchi, marmi colorati una vera esplosione di ricchezza! Pare che ci fossero bagni con acqua normale e acqua sulfurea, sale da banchetto pazzesche e la mitica coenatio rotunda, che girava su sé stessa. E poi un enorme vestibolo con una statua colossale di Nerone vestito come il dio Sole.
Ma come tutte le storie, anche questa ebbe una fine. Con la morte di Nerone, i nuovi imperatori volevano cancellarne la memoria. La Domus Aurea venne spogliata di tutti i suoi tesori e le sale vennero riempite di terra fino al soffitto, diventando le fondamenta per altre costruzioni come le Terme di Traiano.
Oggi la parte che possiamo visitare è solo un piccolo gioiello sul Colle Oppio, probabilmente quella dedicata a feste e banchetti. Per secoli è rimasta sepolta e dimenticata, fino al Rinascimento, quando alcuni artisti come Pinturicchio, Raffaello e Giulio Romano iniziarono a calarsi dall’alto in queste “grotte” per ammirare e copiare le decorazioni. Fu così che nacquero le “grottesche”, uno stile decorativo che ancora oggi usiamo.
Dopo la visita, indossando un caschetto per la realtà aumentata, abbiamo fatto un’esperienza immersiva che ci ha fatto vedere la villa com’era un tempo, con tutte le sue luci e i suoi panorami mozzafiato. Un modo emozionante per tornare indietro di quasi duemila anni!
E come concludere una giornata perfetta? Con una bella merenda in una sala da tè deliziosa, ovviamente! Torte e pasticcini per tutti, mentre ancora avevamo negli occhi lo splendore della Casa d’Oro.
Una domenica davvero indimenticabile!















