Il 7 marzo 2026 abbiamo partecipato a una visita guidata davvero speciale e diversa dal solito: un viaggio nel mondo del gelato all’interno del Palazzo del Freddo Fassi, la storica gelateria romana conosciuta semplicemente come Fassi. Il tour è iniziato subito con qualcosa di coinvolgente: una dimostrazione pratica di come nasce il gelato.

Cinque volontari del gruppo si sono messi all’opera per preparare un gelato alla banana e la parte più sorprendente è stata poterlo assaggiare subito dopo! Non immaginavamo che, con i macchinari giusti, produrre gelato potesse essere così veloce e relativamente semplice.

Dopo questa gustosa introduzione, la nostra guida Riccardo Fiori ci ha accompagnato in un affascinante viaggio nel tempo, ripercorrendo la storia della famiglia Fassi dalla fondazione nel 1880 fino ai giorni nostri.

Tutto inizia con Giacomo Fassi, originario di Torino, che sposò Giuseppina Fassi, di Palermo. Insieme aprirono una piccola bottega in Via IV Novembre, dove vendevano ghiaccio e birra, sperimentando nel frattempo i primi sorbetti.

Nello stesso anno nasce il loro figlio Giovanni Fassi, che fin da giovane aiuta i genitori nella bottega. Nel 1900, quando Vittorio Emanuele III sale al trono, Giovanni diventa apprendista pasticciere e gelatiere presso la casa reale. Tuttavia, nel 1903 un’ordinanza impone al personale delle cucine di corte di non portare né barba né baffi per motivi igienici. Giovanni, molto orgoglioso dei suoi baffi, preferisce dimettersi.

Tornato nella bottega di famiglia con la madre e il fratello Salvatore Fassi, la famiglia si trasferisce a Piazza Navona, dove apre una pasticceria-gelateria.

Il successo è immediato. Grazie anche al progresso tecnologico, i Fassi aprono la “Grande Gelateria Elettrica Siciliana” in Via Piave, dotandosi delle prime refrigeratrici elettriche importate dalla Germania. Nel frattempo la vendita di ghiaccio e birra lascia definitivamente spazio al gelato, che da prodotto d’élite diventa un piacere accessibile a tutti.

La gelateria diventa presto un locale alla moda e punto di riferimento per la città. Tra i frequentatori abituali si racconta che ci fossero anche personaggi illustri come Gabriele D’Annunzio e Trilussa.

Ma la famiglia Fassi guarda ancora più lontano. Nel 1924 acquista l’attuale sede nel rione Esquilino. All’epoca l’edificio era una scuderia con carrozze e cavalli. Dopo importanti lavori di restauro, nel 1928 nasce ufficialmente il Palazzo del Freddo.

In quegli anni viene lanciata una novità rivoluzionaria: il “Telegelato Giuseppina”, ovvero il gelato da asporto. Grazie all’uso del ghiaccio secco – utilizzato ancora oggi – il gelato poteva conservarsi fino a 48 ore. In poco tempo il telegelato fece il giro d’Italia e arrivò anche all’estero, fino in Africa.

Durante la Seconda guerra mondiale, però, la difficoltà nel reperire le materie prime costringe il Palazzo del Freddo a chiudere. Nel 1944, con l’arrivo a Roma delle truppe americane, l’edificio viene requisito dalla American Red Cross. Gli americani ripristinano l’impianto elettrico e iniziano a produrre gelato con il loro metodo industriale: un gelato più spumoso, ricco di aria, realizzato grazie all’unica macchina presente allora sul mercato italiano adatta alla produzione industriale.

Nel 1946 gli americani lasciano il Palazzo del Freddo e accade un episodio che avrebbe potuto cambiare la storia della famiglia Fassi. Giovanni vende quella macchina per la produzione industriale al responsabile amministrativo della Croce Rossa americana. L’anno successivo, nel 1947, quest’ultimo apre un laboratorio e invita Giovanni a entrare in società.

Giovanni rifiuta: vuole preservare l’artigianalità del suo gelato e non cedere alla produzione industriale. Solo in seguito si scoprirà che l’azienda nata da quella scelta era l’Algida.

Curiosamente, alcuni prodotti iconici di Algida si ispirano proprio alle creazioni Fassi: il Cremino Algida ricorda il “Ninetto”, mentre la celebre Viennetta prende spunto dalla “Caterinetta”.

Nel 1977, all’età di 97 anni, Giovanni Fassi muore; nel 1982 scompare anche la moglie Giuseppina. L’attività però continua grazie al figlio Leonida Fassi e successivamente ai nipoti Giovanni Fassi, Daniela Fassi e Fabrizio Fassi, che gestiscono insieme la gelateria.

Proprio Fabrizio inventa una delle specialità più iconiche della casa: il Sanpietrino, un piccolo blocco quadrato di semifreddo ricoperto di cioccolato, chiamato così perché ricorda la forma dei tipici sampietrini delle strade romane.

Oggi la storia continua con Andrea Fassi, nipote della famiglia, che ha portato il marchio nel mondo attraverso progetti di franchising basati su ricette esclusive e sull’uso del brand romano. In Seoul, in Corea del Sud, esistono addirittura circa 80 gelaterie Fassi, mentre due punti vendita sono stati aperti anche a Shanghai. Dal 2014 Andrea è amministratore delegato del Palazzo del Freddo e responsabile della produzione sia in Italia che all’estero.

Il tour si è concluso nel modo migliore possibile: con una merenda a base di gelato. Ognuno di noi ha potuto scegliere tre gusti, accompagnati da panna montata. E, come sorpresa finale, ci è stata offerta la loro specialità: il Sanpietrino, una ricetta esclusiva tutelata da copyright.

Una visita gustosa, ricca di storia e perfettamente adatta anche a un pubblico interessato alle visite guidate accessibili in LIS, dove cultura, tradizione e inclusione si incontrano con un irresistibile sapore di gelato. 🍦