Il 18 marzo 2026, nella cornice istituzionale del Palazzo Montecitorio, si è svolto l’incontro: “La partecipazione allo stato di diritto”, organizzato dal Disability Pride Network e ospitato dall’On. Marco Furfaro. L’evento, accessibile grazie al servizio di interpretariato LIS, ha rappresentato un momento di confronto pubblico sulle principali sfide che le persone con disabilità affrontano quotidianamente, con l’obiettivo di proporre una nuova visione sociale fondata su diritti, accessibilità e pari opportunità.
Un programma ricco di interventi e prospettive
Dopo i saluti istituzionali dell’On. Furfaro e l’introduzione di Carmelo Comisi, la giornata si è articolata in cinque panel tematici:
- Intersezionalità – con Bana Abrheam (Disability Pride Bologna) e Alessia Volpin (DP Torino)
- Accessibilità universale – con Anna Patti (DP Palermo), Valerio Serino (CGIL) e Dajana Gioffré (DP Torino)
- Vita indipendente – con Marta Migliosi (DP Marche) e Alessandro Rizzello (DP Toscana)
- Caregiving – con Mariella Mele (DP Milano)
- Sanità e diritto alla salute – con Rocco Berardo (Ass. Luca Coscioni),Vanessa Migliosi (DP Italia) e Maria Luce Del Vecchio (DP Italia). Le conclusioni sono state affidate a Daniele Renda (DP Italia).
Protesi acustiche digitali: un diritto ancora negato
Tra gli interventi più attesi, quello della prof.ssa Vanessa Migliosi, dedicato al tema “Protesi acustiche digitali: un diritto negato”, con un’analisi puntuale delle criticità contenute nella bozza di aggiornamento dei nuovi LEA relativi agli ausili uditivi, prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (nota del 15 aprile 2025). Migliosi ha denunciato come la bozza preveda un rimborso di soli 665 euro per protesi, una cifra lontanissima dai prezzi reali, che per dispositivi tecnologicamente adeguati partono da circa 2.000 euro. Nonostante ciò, molte Regioni stanno già adottando questo importo come riferimento, con il rischio di compromettere l’accesso a strumenti essenziali per la vita quotidiana, lavorativa e sociale delle persone sorde.
Tecnologia, inclusione e dignità: un investimento, non un costo
La professoressa ha ricordato che ogni persona con disabilità – sensoriale, motoria o cognitiva – necessita di ausili personalizzati e aggiornati, in linea con le innovazioni tecnologiche. Negare strumenti adeguati significa ostacolare l’inclusione, generare isolamento e aumentare i costi sociali legati alla salute mentale e alla marginalizzazione. “Investire nelle persone non è un costo, ma un valore per l’intera collettività”, ha sottolineato.
Associazioni escluse dal processo decisionale
Un punto particolarmente critico riguarda la mancata consultazione delle associazioni delle persone con disabilità uditiva, mai convocate dal Ministero durante la stesura della bozza. Al contrario, hanno avuto voce solo le associazioni degli audioprotesisti, interessate a mantenere il sistema della “riconducibilità”, che scarica sui pazienti differenze economiche spesso insostenibili.
Le richieste per un intervento normativo urgente
Per garantire un’assistenza audioprotesica moderna, equa e rispettosa della dignità delle persone sorde, Migliosi ha indicato tre priorità:
- Riclassificare le protesi acustiche digitali come ausili su misura (Elenco 1), evitando che vengano messe a gara come prodotti di serie.
- Stabilire tariffe congrue, coerenti con i reali prezzi di mercato.
- Istituire un osservatorio dei prezzi internazionali, che includa anche le prestazioni professionali di fitting e follow-up.
Solo attraverso queste misure sarà possibile garantire un diritto essenziale ancora oggi negato a troppe persone. Per vedere l’intervento completo fatto dalla prof.ssa Migliosi clicca sul seguente link https://youtu.be/dnFE5vKetp8?feature=shared







