In una splendida domenica di aprile abbiamo vissuto un’esperienza culturale intensa e affascinante: la visita alla grande mostra dedicata a Katsushika Hokusai (1760–1849), ospitata nel suggestivo Palazzo Bonaparte, nel cuore di piazza Venezia.
La nostra guida, preparatissima e appassionata, ci ha accompagnati in un viaggio nella vita e nell’arte del maestro giapponese, raccontandoci come nel corso della sua lunga esistenza abbia cambiato più volte nome e identità artistica, e svelandoci dettagli sorprendenti sulle sue opere.
Questa esposizione, parte ufficiale delle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, rappresenta un ponte culturale tra due mondi che continuano a dialogare e influenzarsi reciprocamente.
Con oltre 200 opere, si tratta della mostra più completa mai dedicata a Hokusai in Italia. Il percorso abbraccia l’intera produzione dell’artista: dai lavori più legati alla tradizione, alle serie che hanno rivoluzionato l’immaginario visivo mondiale. Paesaggi iconici, capolavori intramontabili e rarità preziose si susseguono in un allestimento ricco e coinvolgente.
La curatrice, Beata Romanowicz, ha costruito un itinerario che permette di scoprire non solo le celebri Trentasei vedute del Monte Fuji – con l’immortale Grande Onda – ma anche xilografie, libri illustrati e oggetti rari provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, una delle più importanti raccolte europee dedicate all’arte giapponese del periodo Edo (1603–1863).
Hokusai, considerato il più grande artista giapponese di sempre, ha lasciato un’impronta indelebile sull’arte occidentale: da Monet a Van Gogh, fino agli Impressionisti, tutti hanno guardato alla sua potenza visiva, alle sue vedute del Monte Fuji e ai suoi celebri Manga.
I partecipanti – grazie anche alla presenza del nostro interprete LIS – hanno vissuto un’esperienza davvero speciale. Molti hanno raccontato di essersi sentiti immersi in un viaggio tra culture lontane, guidati da spiegazioni chiare e appassionate che hanno reso ogni dettaglio più comprensibile e vivo. La possibilità di seguire l’intero percorso in piena accessibilità ha permesso a tutti di godere appieno della bellezza delle opere e della storia di Hokusai, creando un clima di condivisione e curiosità.
Sono usciti dalla mostra entusiasti, arricchiti da nuove conoscenze e con la sensazione di aver partecipato a un momento culturale unico, capace di unire arte, inclusione e scoperta.








