Ogni visita ben riuscita ha un filo conduttore capace di unire luoghi, oggetti e racconti in una narrazione coerente. Nel nostro caso, il tema che ha accompagnato la nostra visita guidata del 3 giugno al Medagliere Romano, magistralmente illustrato dall’archeologa Teresa Maurotti, è stato quello del potere: come nasce, come si manifesta, come viene comunicato e, talvolta, come si cerca di cancellarne la memoria.
Il viaggio è iniziato in una sala dominata dalla presenza di uno scettro, simbolo universale dell’autorità. Fin dall’antichità, lo scettro rappresentava il comando, la legittimazione del potere e il ruolo di chi governava. Osservandolo, è stato immediato comprendere come il potere non si esprima soltanto attraverso le istituzioni o la forza militare, ma anche attraverso simboli capaci di comunicare prestigio e autorevolezza.
Da questo primo oggetto si è sviluppato un percorso affascinante che ha condotto alla scoperta di un altro potente strumento di comunicazione del mondo antico: la moneta. Piccola nelle dimensioni ma enorme nel suo valore simbolico, la moneta romana racconta storie di imperatori, vittorie, propaganda politica, identità collettiva e memoria storica.
Fin dalla Repubblica, e ancora di più durante l’età imperiale, la moneta rappresentò uno degli strumenti più efficaci per esercitare e consolidare il potere. Ogni esemplare portava immagini e iscrizioni accuratamente scelte per trasmettere un messaggio preciso ai cittadini.
I ritratti degli imperatori, i simboli militari e le allegorie della prosperità contribuivano a costruire l’immagine di un’autorità forte e legittima. In un impero vastissimo, dove non tutti potevano vedere il sovrano di persona, la moneta diventava il suo volto e la sua voce.
Le monete romane svolgevano anche una funzione culturale. Le immagini impresse sui loro lati contribuivano a creare un senso di appartenenza comune tra i cittadini dell’Impero. Ogni moneta diventava così un piccolo manifesto politico e culturale capace di circolare da una provincia all’altra.
Tra le figure più affascinanti rappresentate nel Medagliere Romano vi è l’imperatore Nerone. Dopo la sua morte, il Senato decretò nei suoi confronti la cosiddetta damnatio memoriae, una pratica che mirava a cancellare il ricordo pubblico di un personaggio considerato indegno. Statue, iscrizioni e immagini venivano distrutte, modificate o rimosse.
Le monete di Nerone assumono quindi un valore particolare: sono testimonianze sopravvissute a un tentativo di cancellazione della memoria storica. Grazie a questi piccoli oggetti possiamo ancora oggi ricostruire la figura dell’imperatore e comprendere il rapporto tra propaganda, potere e memoria.
In conclusione possiamo dire che il Medagliere Romano non è semplicemente una raccolta di monete antiche. È un archivio della storia politica, economica e culturale di Roma.
Ringraziamo ancora una volta il Museo Nazionale Romano per questa straordinaria opportunità e invitiamo tutti a visitarlo, si tratta di un vero tesoro nel cuore della Capitale.

















